Addio reso gratuito, cosa può accadere nel 2024

Novità per il 2024: effettuare un reso potrebbe non essere più gratuito. Scopri subito cosa sta succedendo prima di avere brutte sorprese.

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Novità per i resi: da quest’anno potrebbero essere a pagamento – CataniaLive24.it

Il Natale è passato, avrai sicuramente scambiato dei regali con amici e parenti. Spesso capita che un dono non sia proprio perfetto per noi, potrebbe essere della taglia o del colore sbagliato, oppure potrebbe semplicemente non piacerci. In questi casi, si può effettuare il reso. Si porta la merce al negozio e si cambia. Il reso può essere effettuato anche se si è acquistato su negozi online. Effettuare un reso, di norma, è gratuito, il consumatore non è tenuto a pagare nulla, ma tutto ciò potrebbe cambiare a partire da quest’anno, scopriamo subito insieme il perché di questa spiacevole novità.

Reso gratuito addio: il nuovo anno comincia con l’amaro in bocca per i consumatori

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Cliente che effettua un cambio presso un negozio – CataniaLive24.it

Cambiare un articolo è, per ora, gratuito in Italia, a meno che non si debba pagare una qualche spesa di spedizione in caso di reso, cosa che di solito viene specificata quando si acquista qualcosa online. Al di là di questo, rendere un prodotto è gratis, non ci sono costi per il consumatore, ma ciò potrebbe cambiare. Nel Regno Unito, il colosso dell’abbigliamento Zara sta addebitando una tariffa di 1,95 sterline a tutti i clienti che desiderano restituire un articolo acquistato online tramite i punti di ritiro gestiti da terze parti, come ad esempio gli uffici postali.

L’abbandono del modello di “reso facile” è in corso in diverse aziende, che stanno trasferendo al consumatore le spese di spedizione per le restituzioni. Aziende come Yoox e Zara hanno cambiato le procedure di restituzione dei prodotti acquistati, motivando la loro decisione anche con la preoccupazione legata all’ambiente e all’inquinamento, ma anche con la necessità di affrontare i costi aziendali. Troppo spesso capita che i clienti restituiscano gli articoli, cosa che non accadrebbe se i consumatori fossero più attenti e facessero spese più oculate. Visto che rendere un prodotto è gratuito, ciò porta i clienti ad acquistare certi che poi, mal che vada, possono restituire l’acquisto senza subire alcuna conseguenza.

I grandi marchi stanno quindi introducendo una spesa per il reso. L’obiettivo ufficiale è di proteggere l’ambiente dalla congestione di camion carichi di pacchetti contenenti prodotti resi e di educare i consumatori a fare acquisti in modo più consapevole. Quindi bisogna anche il lato logistico ed economico dei resi, che rappresenta una sfida significativa per aziende importanti come Amazon, Zara e moltissime altre. Bisogna tener presente che ci sono delle spese che le aziende devono sostenere quando vengono restituiti gli articoli. Di conseguenza bisogna dare un taglio a questi “resi compulsivi” educando meglio i propri clienti.

Cosa accadrà in Italia?

Per quanto riguarda l’Italia, aziende come Zara prevedono il reso gratuito solo se l’articolo viene restituito in negozio. In caso contrario, come dichiarato sul sito aziendale, si offre la possibilità di restituire gli articoli attraverso un servizio di ritiro a domicilio. Il costo per ogni richiesta di restituzione è di 4,95 euro, che verrà detratto dal rimborso emesso per l’articolo reso. Per quanto riguarda altre aziende, i costi dei resi variano in base ai casi. Quindi sempre meglio informarsi sui siti ufficiali prima di effettuare l’acquisto.

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