Home Cultura e Spettacoli BIM BUM BAM… e sono già 40!

BIM BUM BAM… e sono già 40!


Agnese Maugeri

Bim Bum Bam, il programa tv cult degli anni 80, che ha intrattenuto con i suoi cartoni animati intere generazioni, ha compiuto 40 anni.

Ore 16.00 merenda sul tavolo, di solito era una fetta di ciambella di mia madre, telecomando in mano, per le successive due ore ero io a decidere cosa guardare, ma la scelta era scontata…BIM BUM BAM!

Tutti quelli appartenenti come me alla generazione 80-90 sanno bene di cosa sto parlando, il nostro era un appuntamento fisso dopo i compiti, che ci ha tenuto compagnia per tutti pomeriggi della nostra infanzia e adolescenza. Era il momento della “Tv dei ragazzi”, dove il pubblico erano davvero i bambini, due ore di cartoni (e che cartoni!), pubblicità mirate che accendevano di desiderio i più piccoli e scatenavano la disperazione dei nostri genitori, che stremati si arrendevano all’ennesimo “me lo compriiii”!

Volete sapere perché oggi ho deciso di deliziarvi con questo amarcord?! La risposta è semplice ed anche un pizzico nostalgica… il 4 ottobre del 1981 in una emittente televisiva chiamata Antenna Nord andò in onda la prima puntata di BimBumBam. Il programma ha conquistato il grande pubblico quando è passato alle reti Fininvest (oggi Mediaset), su Italia 1 e poi Canale 5, dal 1981 al 2002. La prima conduzione fu affidata a un giovane molto promettente Paolo Bonolis, accompagnato da Sandro Fedele e Marina Morra, ma è nel 1983 con l’arrivo al fianco di Bonolis prima di Licia Colò e poi di Manula Blanchard, che il programma segna una svolta epocale, a far la differenza è stata l’introduzione nel cast del mitico pupazzo Uan, cane rosa a cui prestava la voce Giancarlo Muratori e poi Pietro Ubaldi. Negli anni successivi tanti giovani presentatori si sono alternati alla conduzione, ma una presenza fissa che ha segnato i pomeriggi di un’intera generazione, è stata di certo Cristina D’Avena che, con la sua voce, ha fatto cantare (e lo fa ancora) tutti i bambini d’Italia.

40 anni di cartoni intramontabili come i Puffi, Candy Candy, Giorgy, Lupen, Memole, Occhi di gatto, Holly e Benji, Kiss me Licia, Mila e Shiro, Lady Oscar, È quasi magia Jhonny, Creamy, Jem e le Holograms, SailorMoon, l’ispettore Gadget, le Tartarughe Ninja, piccoli problemi di cuore e DragonBall, solo per citarne qualcuno. Ma poi come dimenticare la prima serie Tv della nostra vita, quella che ci ha iniziato e reso sudditi del mainstream e alla serialità “Love me Licia” proprio con Cristina D’Avena come protagonista.

Sono passati 40 anni e se ci rifletto su mi sembra impossibile, mi rivedo ancora bimba seduta in cucina intenta a seguire quelle trame intrecciate, a sognare bacchette magiche e incantesimi, a vivere quegli amori tormentati e i gioire per i palloni deformati che facevano vincere i miei beniamini. Per descrivere ciò che provo in questo momento, prendo in prestito la frase di una canzone di Max Pezzali (altro mito della mia generazione): “a 16 anni un anno dura una vita e poi a 30 sei già lì”

Il tempo vola e noi non dobbiamo perdere il passo. Vallo a spiegare ai bimbi di oggi cos’era Bim Bum Bam, cosa significa “Tv dei ragazzi”. Prova a far capire loro, giovani della 2021 che hanno dispositivi, piattaforme, canali dedicati e programmazione continua, cosa vuol dire misurare il tempo con i cartoni e sapere che solo quelle erano le ore concesse alla televisione, poi c’era una vita che ci aspettava fuori da quello schermo.

Così, mi fermo a riflettere e penso che si, saremo pure una generazione di “disadattati” sempre pronti ma fuori contesto, troppo giovani ma ormai grandi, però siamo stati anche gli ultimi a godere di un’infanzia semplice e piena di ricordi veri, senza foto sui social a dimostrarlo, e siamo stati i primi a “smanettare” con la tecnologia. Siamo l’anello mancante tra il 56k è la fibra tra Bim Bum Bam e Disney Plus, quelli che ancora oggi riescono a spengere tutto e giocare con la fantasia.

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