I pupi siciliani sono un simbolo assoluto della Sicilia in Italia e in tutto il mondo. Ma sapete esattamente come nascono? Scopriamo la storia di una tradizione eterna dell’isolaÂ
La Sicilia è famosa per tante cose, molteplici e su più fronti: la storia, la tradizione, l’architettura, la cucina e quant’altro ancora. Ma c’è un elemento che accomuna in particolare tutti i turisti una volta sbarcati sulla nostra isola: i “pupi siciliani”. Famosi in tutto il mondo, questi burattini artigianali, che rappresentano una delle espressioni più autentiche dell’arte popolare siciliana, sono testimoni di un passato ricco di eroi, leggende e valori ed è una delle prime curiosità che gli ospiti chiedono una volta giunti in terra sicula.
Per chi non lo sapesse – anche se sarebbe piuttosto sorprendente -, i pupi siciliani sono marionette caratterizzate da una costruzione artigianale minuziosa e da una vivacità nei colori che li rende veri e propri capolavori artistici. E’ questo che li differenzia innanzitutto dalle classiche marionette. Non a caso chi arriva in Sicilia non solo li vuole vedere all’opera, ma ne acquista anche qualcuno per portarlo a casa come ricordo.
La tradizione dei pupi risale al periodo medievale quando i trovatori portavano storie epiche nelle piazze siciliane. La pratica di narrare storie attraverso i burattini si consolidò nel XV secolo, ebbe successo da subito, diventando poi una forma di intrattenimento popolare per tutte le classi sociali. Il ciclo epico dei pupi si concentra principalmente su due grandi saghe: la “Chanson de Roland”, una storia di cavalleria medievale, e la “Gerusalemme Liberata” di Torquato Tasso, un poema epico rinascimentale.
Queste storie vengono raccontate attraverso l’arte dei pupi, che rappresentano fedelmente le gesta compiute. I pupi siciliani pertanto non sono solo oggetti d’arte, ma veicoli di valori culturali e morali. Per grandi e bambini, indistintamente. Ogni personaggio, con la sua espressione e il suo abbigliamento intricato, rappresenta virtù, coraggio o astuzia. Queste figure incantate intrattengono e insegnano come dicevamo a tutte le età , portando avanti una tradizione che si tramanda da generazioni.
Un ruolo chiave ce l’hanno anche i pupari, nonché manipolatori di pupi. Serve una vera e propria maestria da apprendere con insegnamento e col tempo per maneggiare questi personaggi: serve arte, interpretazione e soprattutto coordinazione e simultaneità . Bisogna ragionare, pensare, interpretare e unire tutti i fili di questa magica tipica siciliana che lascia tutti a bocca aperta puntualmente.
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