Home Sport Il caso Catania oggi e le differenze con il ’93

Il caso Catania oggi e le differenze con il ’93


Giuseppe Rapisarda

Catania

Come tanti ricordano, il 31 luglio 93 il Catania calcio fu radiato dai ruoli federali.

Cancellato nel volgere di un provvedimento dal mondo del calcio.

Niente serie C, giocatori liberi di ufficio, immediatamente.

Siamo dentro ad una iniziativa della Federcalcio che resistette ai ricorsi gerarchici, 20 agosto 93 avanti il Coni, ed ai gradi di giustizia sportiva.

Tutti.Per la giustizia ordinaria il Catania come società era invece perfettamente in vita.

Proprio in ragione di ciò, la orgogliosa testardaggine del Cavaliere e dei suoi legali, infranse il tabù della clausola compromissoria, rivolgendosi al Tribunale amministrativo regionale (TAR).

Molti della mia generazione hanno vissuto ciò che accadde.

Giurisprudenza che fece epoca ricorso per ricorso sino a giungere avanti il Consiglio di Giustizia amministrativa di Palermo che decreto’ la riaffiliazione della società nei ruoli federali, illegittime radiazione e cancellazione, disponendo tuttavia che fosse la Figc a stabilire il campionato di spettanza.Con ulteriore atto, spregevole e vile, ci costrinsero a ripartire dai dilettanti, la Eccellenza regionale, invece che dalla C originaria.

Da qui la leggendaria cavalcata nel deserto, con tappe epiche a Ganci, 95, nel 99 (Manca), nel 2002 (Fini), nel 2006 (Del Core).Un passo indietro. Nel 93, in assenza del Catania “storico”, arrivò la creazione e l’iscrizione al campionato di serie D del Catania 93.

Ecco, quella squadra, legittimamente Catania, al momento della nascita, non raccoglieva tuttavia la eredità storica.

Nuovi giocatori, nuova serie di appartenenza, alcun contatto o legame col Catania cancellato dalla giustizia sportiva dell’epoca.

LE DIFFERENZE CON OGGI

Oggi il quadro è semplicemente capovolto. Gli effetti non possono considerarsi identici, niente affatto, da allora.Il Catania è fallito per sentenza della giustizia ordinaria.Esiste ancora per quella sportiva.Riconosciuto come tale , Catania calcio 46, dalla Federcalcio. La sentenza dichiarativa di fallimento sancisce la fine della società e dispiega i suoi effetti liquidandone il patrimonio in favore dei creditori.Non c’è cancellazione di imperio. Non c’è radiazione dal mondo del calcio. Liquidazione del patrimonio, significa che parte dello stesso, l’esercizio della attività sportiva, è acquistabile.

Chi compra, all’asta, prenderà titolo sportivo, categoria, giocatori, punti in classifica a campionato in corso, subentro in tutti i contratti sportivi.In una città meno provinciale e avvelenata da protagonismi inutili, questi sarebbero o dovrebbero costituire concetti di facile fruizione. Un Catania rifondato come società e riaffiliato dalla Figc subentra e continua, appunto, continua, laddove la società fallita lascio’.Assumendo diritti e obblighi di chi c’era prima.Il Catania 46.Ben altra cosa sarebbe un Catania sorto ex novo da bando del sindaco che non rileverebbe il titolo sportivo, né la categoria, né i giocatori del Catania 46. Ciò che è accaduto a Palermo e Messina.

Giocatori nuovi, titoli sportivi nuovi, non derivati dalle società fallite, ripartenza dalla D. La differenza dovrebbe essere chiara.

Dovrebbe…

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