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Il progetto “100 alberi per Catania” di Legambiente, al Lombardo Radice


Redazione

Oltre alla piantumazione di un ulivo, i ragazzi hanno ricevuto una "micro formazione" su tematiche ambientali

radice

Prosegue senza sosta la messa a dimora di alberi nella città di Catania da parte del circolo Legambiente. Questa volta, piantumato un ulivo, simbolo della pace, insieme all’Istituto Lombardo Radice partner di  Legambiente come scuola sostenibile.

L’albero, collocato negli spazi destinati a verde dello stesso Istituto, sito in via Imperia n. 21, dai ragazzi delle classi 1D, 2D e 1SA. Che hanno provveduto materialmente con zappe e vanghe. E, al contempo, hanno ricevuto delle nozioni di giardinaggio da parte del volontario di Legambiente Sebastiano Testa

 “Ogni qualvolta vi è la possibilità di effettuare lezioni all’aria aperta ai ragazzi, è un’occasione in più per sollecitare la loro sensibilità ambientale. Perché i ragazzi possano diventare sempre di più soggetti attivi nella tutela del pianeta e soprattutto  del verde della città di Catania” dichiara la presidente di Legambiente Catania, Viola Sorbello, con cui i ragazzi si sono intrattenuti per una “micro formazione” su tematiche ambientali .

La Dirigente che ha supportato nello svolgimento del progetto di educazione all’ambiente la referente Prof.ssa Mattea Bisignani, ha accolto con gratitudine i volontari di Legambiente e la presidente Viola Sorbello, auspicando in futuro una più ampia collaborazione per una scuola sempre più sostenibile.

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Evasione fiscale e bancarotta fraudolenta: incastrato imprenditore

Sequestrati beni e disponibilità finanziarie di un noto imprenditore nel settore dell’importazione e rivendita di carne di Palagonia (CT).

I Finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno, infatti, eseguito un provvedimento di misura di prevenzione patrimoniale emesso dal Tribunale etneo, Sezione Misure di Prevenzione, su proposta della Procura della Repubblica di Caltagirone.

I fatti e l’evasione fiscale

Nel corso dell’ultimo decennio il soggetto in questione risulta aver costituito diverse società. E all’esito delle verifiche fiscali effettuate negli ultimi anni su di esse, accertata una consistente evasione fiscale. Sia con riguardo alle imposte dirette, sia all’I.V.A. dell’ordine di milioni di euro.

Il meccanismo fraudolento posto in essere dall’imprenditore è consistito nell’omettere tutti gli adempimenti imposti dalla normativa tributaria. In materia di acquisti di beni da altri Stati UE. Al fine di non versare l’I.v.a. dovuta sugli acquisti intracomunitari. In particolare, nella verifica fiscale che ha riguardato una delle ultime società utilizzate dal proposto per l’attività commerciale, accertata un’evasione dell’I.v.a. Ammontante complessivamente a circa 500 mila euro. Oltre che una consistente evasione in materia di imposta sui redditi.

Il tentato omicidio

Nei suoi confronti, svolte anche attività di P.G. all’esito delle quali è stato denunciato per diversi reati. Tra cui tentato omicidio e porto abusivo di armi, risulta, inoltre, gravato da carichi pendenti per reati contro il patrimonio, reati tributari e bancarotta fraudolenta.

Le indagini patrimoniali nei confronti dell’imprenditore e dei suoi familiari

A fronte del profilo del proposto, che ha reso evidente la pericolosità sociale del soggetto, i militari della Compagnia Guardia di Finanza di Caltagirone, sotto la direzione del Procuratore della Repubblica alla sede, Dott. Giuseppe Verzera, hanno avviato, nei confronti del commerciante e dei suoi familiari, mirate indagini patrimoniali. Volte a verificare la coerenza dell’asset patrimoniale e del tenore di vita condotto con i redditi dichiarati.

Nello specifico le indagini condotte dai militari della Compagnia Guardia di Finanza di Caltagirone hanno riguardato il periodo compreso tra l’anno 2010, quando si è manifestata per la prima volta la pericolosità sociale del proposto, e l’anno 2021. Riscontrando una notevole sproporzione, pari a circa 2 milioni di euro, tra le fonti di reddito del proposto, del suo nucleo familiare e dei suoi conviventi e i beni acquisiti nello stesso arco temporale.

Il sequestro

Pertanto, in forza delle disposizioni del Codice Antimafia, la Procura della Repubblica di Caltagirone ha proposto al Tribunale di Catania, Sezione Misure di Prevenzione, il sequestro dei beni del proposto. Di cui lo stesso risulta disporre anche per interposta persona.

Il provvedimento di sequestro, scaturito dalla lunga attività d‘indagine patrimoniale espletata dalle Fiamme Gialle calatine, ha riguardato 9 persone fisiche, nonché 5 società di capitali (alcune operanti nel settore del commercio al dettaglio di carne, alcune nel settore dei trasporti su strada) e ha ad oggetto 9 fabbricati, terreni coltivati ad aranceto per un’estensione di oltre 2 ettari, 4 cavalli da corsa, autovetture e quote societarie, per un valore totale di oltre 1 milione e 500 mila Euro.

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