Home Cultura e Spettacoli La Spigolatrice ha scatenato l’insurrezione!

La Spigolatrice ha scatenato l’insurrezione!


Agnese Maugeri

Polemiche e dubbi sulla statua de "la Spigolatrice di Sapri" reputata sessista. Ma quante sono le statue in Italia dedicate alle donne?

Spigolatrice

Tutto ha avuto inizio da una famosa poesia di Luigi Mercantini, simbolo del Risorgimento italiano, di cui, sono sicura, molti ricordano solo un verso: “Eran treccento, eran giovani e forti e sono morti…”. Il testo, delicato e popolaresco, racconta le gesta della famosa e tragica spedizione guidata da Carlo Pisacane che, insieme ai suoi uomini, voleva combattere il nemico borbonico. Cosa successe è fatto noto, così come questa bellissima lirica dove la narrazione dell’evento è affidata proprio alla Spigolatrice, che quella mattina invece di andar per i campi rimase affascinata da quei trecento soldati e li seguì guardandoli nell’impresa. Quando Pisacane giunse a Sapri era il 1857, ben 164 anni, dopo nel comune campano si è pensato di dedicare una statua al Spigolatrice, così il sindaco ha commissionato l’opera allo scultore Emanuele Stifano. Il 26 settembre nel piccolo comune in provincia di Salerno, davanti al sindaco Antonio Gentile, alle autorità locali e al leader del movimento 5stelle Giuseppe Conte, è stato inaugurato il monumento. È bene, quello in cui fallirono i “poveri” trecento guidati da Pisacane, a distanza di un secolo e mezzo, è finalmente accaduto: a Sapri si è scatenata un’insurrezione popolare al grido “La Statua è Sessista”.

Effettivamente mi sono subito chiesta se l’artista avesse mai letto la poesia di Mercantini, se avesse mai anche solo googlato la parola Spigolatrice per vedere qualche immagine dell’epoca, o se avesse un’idea dell’abbigliamento femminile nel 1857. Questa Spigolatrice appare avvolta da un abito che lascia poco, molo poco, alla fantasia, ben tornita con un lato b pronunciato, un’immagine che si discosta da quella che tutti pensavamo studiando a scuola la lirica. Immancabili i commenti di tutti, e quando dico tutti intendo proprio chiunque, politici, influencer, attori, artisti, cittadini insomma, sotto la buona stella del “politicamente corretto” ognuno è pronto a sentenziare.

Questa vicenda invece a me ha fatto pensare come sia disparitario il rapporto tra, la figura della donna nella storia e il riscontro che si ha nella nostra società. Mi spiego meglio, ho notato che quello che tutti hanno bypassato (soffermandosi sulle curve della spigolatrice) è che in Italia le statue dedicate alle donne sono pochissime, per non parlare dei nomi delle strade, secondo una ricerca di dati su 24.572 strade italiane intitolate a persone, solo 1.626 di queste (cioè il 6,6 per cento) sono titolate a donne. Eppure abbiamo tantissime donne che con le loro azioni, opere, imprese, hanno contribuito alla formazione e allo sviluppo del nostro “bel Paese”, come possono essere dimenticate.

Senza andar lontano mi sono voluta soffermare sulla mia città, Catania, a cominciare con la nostra santa patrona AGATA, passando per i miti come PROSERPINA e le storie vere, divenute leggendarie come GAMMAZITA o PEPPA A CANNONIERA, fino ad arrivare alle artiste GOLIARDA SAPIENZA, ROSINA ANSELMI, la storia del capoluogo etneo è ricca di donne che hanno combattuto e portato avanti la loro voce contribuendo al tessuto cittadino. Ma di loro nella toponomastica della città c’è solo qualche piccola apparizione, sempre secondo dati su 2172 strade e piazze etnee, circa 701 sono intitolate a uomini e solo 75 a donne, mentre le statue dedicate a figure femminili si contano sulle dita di una mano.

Alla luce di questi dati e dopo l’indignazione generale della Spigolatrice, mi chiedo se non fosse più giusto denunciare una mancanza di considerazione e di adeguati tributi e onorificenze alle donne. Penso sia questa una più palese e stupida forma di sessismo, che vede ancora oggi gli uomini grandi protagonisti di interi capitoli della storia, mentre le donne restano sempre reiette a mere figuranti. Basta con la frase fatta “dietro a un grande uomo c’è sempre una grande donna” perché non ci lusinga e soprattutto non è cosi. Se proprio vogliamo studiarla questa benedetta storia, vediamo che più che dietro le grandi donna hanno “fatto” grandi uomini ,standogli accanto e spesso anche davanti, ma purtroppo si tende a raccontare sempre un punto di vista ancora troppo misogino.

È tempo di cambiamento, ma non per indignarci di una statua che reputo soggettivamente (ma anche oggettivamente) brutta, bensì per iniziare a raccontare una nuova storia, quella in cui uomini e donne lavorano fianco a fianco per costruire un futuro migliore.

Siccome però la questione monumenti femminili a Catania mi piace molto e vorrei portarla avanti, vi voglio lasciare con questa domanda….

Catanesi, a quale donna, nostra concittadina, dedichereste una statua?

Potrebbero interessarti

Catania Live