La storia del fiume sotterraneo che attraversa Catania

Ogni città nasconde i propri segreti: A Catania, ad esempio, si trova un fiume sotterraneo che riaffiora solo in alcuni punti della provincia.

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Veduta di Catania centro (Catanialive24.it)

Esiste una leggenda di cui è protagonista un personaggio metà uomo e metà toro, o meglio, esiste più di una leggenda di questo genere, ma una ci interessa particolarmente poiché riguarda il fiume sotterraneo di Catania. Nella provincia siciliana, infatti, scorre un corso d’acqua che nell’arco dei secoli si è spostato dalla superficie alle profondità del suolo, in seguito all’eruzione dell’Etna del 1669.

Stiamo parlando del fiume Amenano, che prende il nome dalla figura di un toro androprosopo (un toro dalle sembianze semi-umane) apparso anche su varie monete risalenti al V secolo a.C. Nel corso dei secoli successivi, il fiume è rimasto al centro di cronache e documenti locali, fino a giungere al Medioevo e ai giorni nostri.

Il fiume sotterraneo di Catania: la storia dell’Amenano

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La Fontana dell’Amenano, uno dei pochi punti della città di Catania in cui il fiume sotterraneo riaffiora in superficie (Catanialive24.it)

L’Amenano, che per secoli ha bagnato il centro storico di Catania, veniva chiamato dai locali Judicello, per via del fatto che scorreva nella giudecca, la zona ebraica della città. Nel XVII secolo, in seguito all’eruzione dell’Etna del 1669, la fonte del fiume finì sotto terra e ad oggi l’Amenano riaffiora solo in alcuni punti della città. Ad esempio in prossimità della Fontana dell’Amenano, che sorge sul lato sud-occidentale di Piazza Duomo (qui trovate la sua storia).

Oltre a ciò bisogna aggiungere che il corso d’acqua, fino a qualche tempo fa, alimentava anche il Lago di Nicito. Oggi, invece, sfocia nel porto di Catania, in prossimità del giardino Giovanni Pacini. Come spesso accade nel mondo antico, al corso d’acqua si associava una figura divina per scopi propiziatori, dal momento che dai fiumi dipendeva la sopravvivenza di villaggi e città.

L’Amenano nei documenti storici

Oggi si è confermato numerose volte, mediante scavi sotterranei, che il fiume scorre con una portata di circa 12 litri al secondo, mentre in antichità alcune fonti riportano dati sulla sua portata altalenante. Secondo quanto affermato dal geografo arabo Muhammad al-Idrisi nel XII secolo, Catania ha il suo proprio fiume, che presenta “una grande meraviglia e un fenomeno curioso e raro: cioè che, in alcun anno, cresce in tal piena che vi si pianta de’ molini, e che diramasi in parecchi rivi; in tal anno poi, s’asciuga da non si trovar una gocciola d’acqua per bere“.

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