Le mamme lavoratrici troveranno questo aumento in busta paga

Busta paga più corposa per le donne con figli che hanno un impiego: cosa prevede la prossima Legge di Bilancio

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Mamma che lavora al pc con i figli – catanialive24.it

Nella nuova Legge di Bilancio è prevista un’importante decontribuzione a vantaggio delle madri lavoratrici che avrà come conseguenza un aumento in busta paga. La norma, ora in discussione che dovrà essere approvata entro l’ultimo giorno dell’anno, prevede anche novità per provare a fermare la decrescita demografica.

Mamme lavoratrice: perché avranno più soldi

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Donna che controlla la busta paga – catanialive24.it

 

Dal prossimo anno e fino al 31 dicembre 2026 a favore delle lavoratrici madri di tre o più figli con rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato (ad esclusione dei rapporti di lavoro domestico) sarà riconosciuto un esonero del 100% della quota dei contributi previdenziali fino a quando il figlio più piccolo non avrà compiuto 18 anni.

Ad oggi fino al 31 dicembre 2024 è previsto il periodo di decontribuzione per le madri lavoratrici con due figli sarà di un anno. Non è escluso però un allungo del tempo con una proroga nella prossima Legge di Bilancio.

La norma in questione copre circa 2,7 punti percentuali nella prima fascia di esenzione che arriva fino a 25mila euro e 3,7 punti tra 25mila e 35mila euro. L’Ufficio parlamentare di Bilancio ha calcolato la decontribuzione per le madri lavoratrici corrisponderà a circa 1.700 euro di aumenti in busta paga.

Inoltre per chi ha un reddito fino a 25mila euro c’è anche il taglio del cuneo fiscale che va dal 3% al 7%; chi raggiunge i 35mila euro, invece, la percentuale è dal 2 al 6%. Dunque considerando entrambi gli elementi, le madri lavoratrici potranno ottenere un beneficio complessivo di ben 1.777 euro.

Secondo quanto reso noto dall’ufficio, è questa la suddivisione per le madri lavoratrici: circa il 57% rientra nella fascia con meno di 35mila euro mentre il restante 43% è invece destinato a chi ha retribuzioni superiori. Il costo di questa operazione è di circa 450 milioni di euro. Altri tentativi per provare a sostenere la natalità sono l’incremento della misura di supporto per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido.

Come sempre succede con le Leggi di Bilancio ogni anno, ci sono misure di sostegno economico che vengono confermate e altre che vengono tagliate. In questo articolo vediamo quali non potremo più usufruire a partire dal 2024.

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