Home Hinterland e provincia FOTO|Catania sott’acqua,tra tombini otturati e vigili del fuoco in emergenza

FOTO|Catania sott’acqua,tra tombini otturati e vigili del fuoco in emergenza


Redazione

Analisi e commenti sulle difficoltà della città di Catania ogni qual volta scende la pioggia: tra tombini otturati e pompieri in emergenza

Piove e Catania si allaga. E’ un dato di fatto. I tombini sono otturati. Altra certezza. Piove e i Vigili del fuoco vanno in emergenza. Altro dato di fatto. Magari è arrivato il momento, per entrambe le cose, di prenderne atto e provare a trovare delle soluzioni.

VIGILI DEL FUOCO IN EMERGENZA

Da un lato, dunque, la questione relativa alle strutture. Da un altro le problematiche dei vigili del fuoco. Partiamo da chi, giorno per giorno, lavora per salvaguardare l’incolumità delle persone e lo fa in condizioni difficili. Le difficoltà della categoria sono palesate in questo video messaggio da Carmelo Barbagallo, coordinatore Usb Sicilia.

TOMBINI OTTURATI

“Con i tombini in queste condizioni e le copiose piogge di ieri pomeriggio, Catania si risveglia ancora con l’acqua alla gola. Interi quartieri come Nesima, Monte Po, Villaggio Goretti e la zona del viale Mario Rapisardi si ritrovano completamente allagate perché ormai è chiaro a tutti che questa amministrazione comunale non rispondere adeguatamente alle emergenze di carattere temporalesco”. Sono le considerazione di Vincenzo Parisi, presidente del comitato Romolo Murri.

“E’ ormai noto – continua Parisi – che il clima è cambiato e quelli che una volta potevano essere episodi isolati, come nubifragi o piogge torrenziali, oggi hanno una cadenza quasi mensile. Non farsi trovare adeguatamente preparati rappresenta una grave colpa di cui le istituzioni competenti devono risponderne di fronte all’intera cittadinanza”.

Parisi si chiede anche. “Che sta facendo Palazzo degli Elefanti per prevenire altri allagamenti? C’è un piano di emergenza per far fronte alle prossime piogge torrenziali? Fino a quando si potrà andare avanti solo chiudendo scuole e raccomandando di starsene a casa? Chi pagherà i danni all’intero capoluogo etneo in termini di vivibilità e mobilità cittadina?”

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