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Violenza sulle donne: per ugl è emergenza sociale


Giada Giannusa

Sempre più femminicidi: per ugl è emergenza sociale. “Compromesso il valore della vita. Adesso corsa per evitare episodi drammatici

maltrattamenti

Violenza sulle donne: per ugl è emergenza sociale. “Compromesso il valore della vita. Adesso, corsa contro il tempo per evitare il proliferare di episodi drammatici come questi”

“Abbiamo davvero paura che, se non cambia nulla, chiunque può diventare all’improvviso protagonista di un dramma.” Con queste parole la Ugl di Catania lo scorso agosto concludeva commentando il femminicidio di Vanessa Zappalà.

Quel timore di emulazione di una modalità di regolare i conti di una relazione malata che, purtroppo, si è rivelato fondato con l’ultimo fatto di cronaca che ha visto coinvolta la giovane Giovanna Jenny Cantarero. “Ancora una volta una donna viene uccisa e l’autore del delitto, a sua volta, è suicida. In pochi mesi siamo al secondo caso, simile nella dinamica dei fatti, nel nostro territorio e questo non può che essere un forte campanello d’allarme.

Il terzo, se contiamo che il femminicida di Ada Rotini aveva tentato di togliersi la vita – fanno notare il segretario territoriale Giovanni Musumeci ed il responsabile dell’ufficio Pari opportunità Giusy Fiumanò. Siamo seriamente preoccupati, perché si sta andando oltre e bisogna fare qualcosa di concreto per fermare quella che con il passare del tempo, in questi termini, può diventare una strage più consistente.

Tre vicende in quattro mesi dovrebbero essere a nostro avviso abbastanza sufficienti per stoppare ogni sorta di discussione, lasciar perdere il fiume di parole sino ad oggi fatto scorrere e passare rapidamente ai fatti a tutti i livelli! Non c’è più solo omicidio o femminicidio, perché ad essere compromesso è il massimo valore ovvero il rispetto per la vita. Se continua a passare il messaggio che uccidere è lecito e che privarsi della propria vita è una normale conseguenza, per risolvere tutto, ci potranno ancora essere altre Vanessa, altre Ada, altre Jenny.

Siamo all’emergenza sociale, non dobbiamo nascondercelo affatto pur di far apparire che tutto va bene – tuonano Musumeci e Fiumanò. E quindi alle necessarie ed urgenti azioni di potenziamento delle misure di contrasto alla violenza sulle donne, per una maggiore e più incisiva rete di protezione delle vittime, nonché di sensibilizzare le stesse a rompere il muro di omertà ed a superare la paura di denunciare, ci vogliono altre iniziative.

Bisogna, infatti, organizzare una dirompente campagna di sensibilizzazione per il contrasto alla violenza, sull’importanza della vita e su quel rispetto della persona che oggi sta diventando qualcosa di residuo nel nostro quotidiano. Lo dobbiamo ammettere senza indugio, si deve ritornare alle fondamenta perché i modelli sociali allo stato attuale sempre più emergenti e l’incedere di effetti emulativi non fanno altro che contribuire in modo determinante al proliferare di episodi così drammatici.

Sarà una corsa contro il tempo e, per questo, ci vuole la collaborazione di tutti mettendo da parte ogni sorta di individualismo. Ci auguriamo quindi che il nostro appello possa destare i cuori di chi, nelle istituzioni e nella società civile, è sensibile alla grave problematica e vuole risolvere qualcosa La Ugl c’è – concludono il segretario Musumeci e la sua vice Fiumanò – mettendo tutta la volontà possibile nel ricordo di Jenny, Ada, Vanessa e di tutte le nostre conterranee uccise da chi diceva di amarle.”  

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